Il Counseling

La nascita in Italia di una nuova professione

Fin dall’anno 2000 è stata ricono­sciuta ufficialmente in Italia la figura del “counselor”.

Tale data è stata preceduta da decenni di indefesso la­voro e di approfondita ricerca scientifica da parte di sin­goli studiosi e di Associazioni che hanno cercato prima di creare e poi di adeguare l’iter formativo della figura del “counselor” a quelli che sono gli standard ri­chiesti dalla European Association for Counseling (EAC).

Tra queste Associazioni la Società Italiana di Counsel­ing (S.I.Co.) ha operato sul territorio nazionale giun­gen­do alla costituzione di un “Albo Nazionale Privato” al cui interno è possibile essere iscritti come counselor o come “Scuole di formazione”, previo raggiungi­mento dei requisiti prefissati dalla stessa S.I.Co. .

Per la sua serietà culturale, scientifica ed etica della S.I.Co. essa, in data 2 maggio 2000, fu stata chiamata a far parte della “Consulta delle Associazioni delle Professioni non regolamentate”, con comunica­zione ufficiale da parte del Presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) Giu­seppe De Rita. Successivamente, il 18 maggio 2000 venne stato presentato  il “4° Rapporto di  monitoraggio  sulle Associazioni delle professioni non regolamentate” nel quale “è stata acquisita la professione del counseling tra le professioni non regolamentate”.  

 

La legge 14 gennaio 2013, n. 4

Il 10 febbraio 2013 è entrata in vigore la Legge 4/2013 rivolta, finalmente, a disciplinare le professioni non regolamentate, tra le quali anche quella del Counselor.

Sulla base di tale realtà ogni Ente, sia pubblico che privato, potrà richiedere la figura professionale del counselor per inserirla nel proprio inquadramento.

D’altra parte un counselor può esercitare la professione privatamente, pur di rispettare le norme generali fissate dalla Legge 4.

Tra gli obblighi, il counselor dovrà riportare gli estremi della legge in ogni documento e rapporto scritto con il cliente, per esempio è possibile utilizzare questa formula "Professionista di cui alla Legge n. 4 del 14 gennaio 2013, pubblicata nella GU n. 22 del 26/01/2013" sotto i dati anagrafici e i contatti della sua carta intestata o nella firma elettronica dell’e-mail. L'inadempimento a quest’obbligo è perseguito come pratica commerciale scorretta e sanzionata ai sensi del Codice del consumo (D.Lgs. 206/2005).

Inoltre, coloro che esercitano la professione, possono co­stituire associazioni a carattere professionale di natura priva­tistica, fondate su base volontaria, senza alcun vincolo di rap­presentanza esclusiva, con il fine di valorizzare le com­petenze degli associati e garantire il rispetto delle regole deontologiche, agevolando la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza. Tali associazioni professionali saranno inserite nel sito internet del Ministero dello Sviluppo Economico.

In ogni caso, come già detto sopra, il counselor può esercitare, ai sensi della legge 4/2013, anche senza essere iscritto alla relativa associazione professionale.

Il counselor che raggiunge gli standard previsti dalla norma tecnica UNI (di cui alla direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, e sulla base delle linee guida CEN 14 del 2010), può chiedere di ottenere una certificazione da parte di un organismo terzo indi­pen­dente accreditato presso l'Ente nazionale di accreditamento.

 

Definizione della figura professionale del “counselor”

La definizione della figura professionale del counselor adottata dalla S.I.Co. e trasmessa al Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro è la seguente:

 

“Il counselor è la figura professionale che, avendo seguito un corso di studi almeno triennale ed in possesso pertanto di un diploma rilasciato da specifiche scuole di formazione di differenti orientamenti teorici, è in grado di favorire la soluzione di disagi esistenziali di origine psichica che non com­portino tuttavia una ristrutturazione pro­fon­da della personalità.

L’intervento di counseling può essere definito co­me la possibilità di offrire un orientamento di so­ste­gno a singoli individui o gruppi, favorendo lo svi­luppo e l’utilizzazione delle potenzialità del cliente.

All’interno di comunità: ospedali, scuole, università, aziende, comunità religiose, l’inter­vento di counseling è mirato da un lato a risolvere nel singolo individuo il conflitto esistenziale o il disagio emotivo che ne compromettono una espressione piena e creativa, dall’altro può inserirsi come elemento facilitante il dialogo tra la struttura e il dipendente.”

 

La vita e l’attività di “PSICHE”

L’Associazione “PSICHE - Scuola Superiore di Counseling” si inserisce all’unisono nel quadro teorico e legislativo sopra accennato.

PSICHE nasce infatti a Crispiano (Taranto) il 7 febbraio 2001 da un’esperienza quinquennale nell’ambito della formazione dei counselor, svolta con la “University of the Islands” (Hawaii), Sede di Taranto.

Basata teoricamente sulle tecniche della Psicosintesi di Assagioli, sulle metodiche di rilassamento di Schultz orientate a livello meditativo e sulla logoterapia aspecifica di Frankl, arricchita dal RE-I della dott.a Minardi, fu accreditata presso la S.I.Co. il 20 febbraio 2001, conservando in tal modo la sua specificità culturale pur essendo inserita in una Associazione professionale di categoria che tutela sia gli allievi che i clienti nel rispetto delle norme nazionali ed europee.

La Scuola ha diplomato nel corso del tempo molte decine di counselor, giunti al termine regolare degli studi previsti.  Ha inoltre organizzato numerosi corsi di Training Autogeno, rilasciando attestato finale rico­no­sciuto dall’ECAAT di Vienna, di cui la dott.a Minardi, direttore della Scuola, è Didatta, nonché altri corsi di formazione. Ha promosso la nascita del “Centro per l’Adozione Walter Pace”.